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Mani dell'artigiano che lavorano e modellano la creta — Opificio degli Ollari

Una storia di materia,
mestiere e consapevolezza.

Dalle radici artigiane alla consulenza per il patrimonio storico
e l'architettura contemporanea.

La mia storia

(Inizio del percorso)

Il mio rapporto con questo mestiere è iniziato molto prima che potessi comprenderne il valore. Avevo quindici o sedici anni quando, d’estate, mio padre mi chiedeva di aiutarlo nei trattamenti tradizionali del cotto. A quell’età vedevo solo un lavoro umile e faticoso, rivolto verso terra. È servito tempo per capire che proprio lì, in quel contatto concreto con la materia, si nascondeva qualcosa capace di accompagnarmi per tutta la vita.

Ritratto del maestro artigiano — Opificio degli Ollari
Mani dell'artigiano al lavoro sulla levigatura e lavorazione della materia — Opificio degli Ollari

Un mestiere che, all’inizio,
non avevo scelto

(La svolta)

Dopo le superiori tentai l'università, poi lavorai nell'azienda di mio fratello e persino in fabbrica. Fu proprio la ripetitività degli spazi industriali a farmi guardare con occhi diversi ciò che avevo lasciato.

Tornai all'attività di famiglia e cominciai finalmente a vedere: ogni cantiere era unico, ogni superficie aveva una storia. Ho capito che questo mestiere ha qualcosa di rinascimentale: togliere ciò che il tempo ha depositato e restituire alla materia la sua dignità.

Teatro Farnese — Restauro pavimentazione e strutture lignee

Lavorare con la materia
e con il tempo

(La maturità artigiana)

Dalle dimore private sono passato ai luoghi straordinari del patrimonio culturale di Parma: il complesso della Pilotta, il Teatro Farnese, la Galleria Nazionale, la Cattedrale, il Vescovado e la Soprintendenza. Mentre il mondo corre veloce, continuo a confrontarmi con cotto, pietra, marmo e legno che hanno decenni o secoli di storia. Imparare a rispettarne i tempi è stata la mia vera scuola.

Camino e scultura in pietra naturale restaurata

L'evoluzione professionale

Nel 2005,
nasce la mia impresa

Sentii il bisogno di assumermi la responsabilità diretta del mio lavoro. All'attività artigianale affiancai la gestione dei cantieri e degli appalti pubblici, come il recupero dei portici di via Mazzini a Parma.

Da artigiano
a consulente tecnico

Collaborando con produttori chimici internazionali a fiere come Cersaie a Bologna e Middle East Stone a Dubai, ho compreso che le competenze maturate in cantiere costituivano un patrimonio specialistico e di nicchia.

Trasmettere
il mestiere

Dal 2022 ho iniziato a formare nuove maestranze tra Parma e Modena. Il mio obiettivo è far diventare questo patrimonio di conoscenze un metodo insegnabile ad altri, fino alla creazione di un'Academy dedicata.

Il significato del nome Ollari

Grazie alla ricerca di una cliente, è emerso un legame linguistico suggestivo. Dal latino olla (recipiente in terracotta), ollarius indicava il vasaio, l'artigiano legato alla lavorazione della terra.

Dopo una vita trascorsa a trattare cotto e pietre naturali, scoprire che il mio cognome richiama un antico mestiere della materia ha cambiato il modo in cui guardo a ciò che ho sempre fatto.

Vasi in terracotta e giare tradizionali — Ollarius
Formella antica in cotto con simbolo dell'Olla impresso — Opificio degli Ollari

Opificio degli Ollari

Ho scelto il nome Opificio perché coltivo l’idea di un luogo in cui lavoro manuale, conoscenza e trasformazione della materia convivono.

Degli Ollari perché porto con me, insieme alla mia squadra, una storia familiare, un territorio e un nome radicato nella tradizione artigiana.

L'olla diventa così il totem del brand oggi: un segno potente, ieri come domani.

Colline del territorio di Parma e borgo al tramonto — Opificio degli Ollari
Guardare avanti, partendo dalla materia.
Un legame autentico con il territorio di Parma
e un metodo rivolto al futuro dell'architettura.
Recupero e consulenza tecnica per superfici storiche — Opificio degli Ollari

Mettere l'esperienza
a disposizione del progetto.

Oggi il mio obiettivo è affiancare architetti, interior designer e committenti già nella fase di progettazione. Aiutare a scegliere cotto, pietra, marmo e legno valutandone l'utilizzo reale e i cicli protettivi significa far sì che conservino nel tempo la loro bellezza.

Dopo tanti anni trascorsi con lo sguardo rivolto verso terra, ho imparato che guardare una superficie significa imparare a vedere molto più in profondità. È questa la consapevolezza che metto in ogni cantiere.

Entriamo in contatto.

Avete un pavimento antico da recuperare, una superficie da proteggere o un nuovo progetto da pianificare? Parliamone insieme